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Garbatella
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mwdwGarbatella è la denominazione dell'abitato fondato il 18 febbraio del 1920 e che ad oggi coincide con la mweazona urbanistica mweq11C del mwegMunicipio Roma VIII di mwewRoma Capitale. La zona è compresa nel quartiere decimo (Q. X) mwfaOstiense.
Contents
• Storia
• Altro
• Enti
• Cultura
• Cinema
• Eventi
• Note
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Storia
Nel Parco di Commodilla (ex vigna Serafini) si trova l'ingresso delle mwhacatacombe di Commodilla, con una piccola basilica mwhqipogea databile alla fine del mwhgIV secolo, un cimitero adornato con scene bibliche dipinte (tra cui una curiosa immagine del Cristo orientale) e le effigi dei santi mwhwFelice e Adautto.
Sin dal mwiqMedioevo il territorio su cui sorge il nucleo originario della Garbatella era interessato dalla presenza di terreni appartenenti a diversi proprietari laici ed ecclesiastici. Tra questi ultimi probabilmente il più importante era il mwigmonastero di Sant'Alessio all'Aventinocite-ref-1[1] che sin dal mwjwXII secolo possedeva beni nelle contrade della mwkamwkqBagnaia, che, secondo Antonio Nibby, prenderebbe nome dai mwkgbagni fatti costruire da mwkwpapa Simmaco verso l'anno 500 tra l'mwlaabside della mwlqbasilica di San Paolo e la rupe omonimacite-ref-2[2], mwmgFormello e mwmwvalle Cupula, nell'area racchiusa dall'mwnaalveo del fiume mwnqAlmone o Acquataccio, dalla mwngvia Ostiense e dalla mwnwvia delle Sette Chiese. A questi si aggiunsero nel tempo altri proprietari terreni come mwoaNicola Maria Nicolaicite-ref-3[3].
Agli inizi del mwpgXX secolo, quando iniziarono gli espropri per la costruzione di un'area residenziale, le maggiori proprietà terriere risultavano essere quelle della famiglia mwpwTorlonia, proprietaria della tenuta di Monte Bagnaia, e quelle degli eredi di mwqaMariano Armellini, oltre alle vigne delle famiglie Roselli, Belardi e Bellinicite-ref-4[4].
La Garbatella fu fondata negli anni 1920, su questi territori, posti sui colli che dominano la mwrgbasilica papale di San Paolo fuori le mura e che da questa avevano preso il nome di Colli di San Paolo.
Dopo la mwsaprima guerra mondiale Roma visse una fase di grande sviluppo edilizio, paragonabile per alcuni versi a quella del mwsqsecondo dopoguerra. Il settore sud della capitale, nelle intenzioni degli urbanisti mwsgumbertini guidati da mwswPaolo Orlando, doveva essere connesso al lido di mwtaOstia tramite un canale navigabile parallelo al mwtqTevere, che non fu però mai realizzato. Tale canale avrebbe dovuto dotare Roma di un porto commerciale vicino al centro della città (distante meno di 200 metri dalle mwtgMura aureliane), nei pressi dell'odierna via del mwtwPorto Fluviale, situata al confine tra Garbatella e mwuaTestaccio, inoltre, nella zona a ridosso del canale, avrebbero dovuto sorgere una serie di lotti abitativi destinati ad ospitare i futuri lavoratori portuali.
Fu con questa idea che il re mwvgVittorio Emanuele III posò la prima pietra a piazza mwvwBenedetto Brin, il 18 febbraio 1920: era allora sindaco mwwaAdolfo Apolloni che aveva seguito attentamente i progetti e si era adoperato affinché fosse incrementato e valorizzato il verde nella città, promuovendo, inoltre, il criterio di inserire dei giardini nell'edilizia popolare.
Nell'iscrizione che commemora quel giorno, murata nell'edificio centrale della piazza, si leggecite-ref-5[5]:
Il medesimo progetto portuale fu condizione dell'mwzgodonomastica della nascente zona che è prettamente a riferimento marinaro, essendo gran parte delle sue strade e piazze intitolate a persone e soggetti del mondo marittimo.
Il progetto edilizio fu intrapreso in un'area allora semi disabitata e coperta da vigne e pascoli per pecore. Significativa eccezione costituiva la basilica papale di San Paolo fuori le mura, dalla quale si dipartiva la mwaavia delle Sette Chiese, una strada di raccordo ortogonale alle vie consolari mwaqArdeatina ed mwagAppia, della quale si servivano i pellegrini diretti alla mwawbasilica di San Sebastiano, e che tuttora viene percorsa per il pellegrinaggio al mwbasantuario della Madonna del Divino Amore.
Nella zona sorgeva inoltre la mwdwchiesetta dedicata ai santi mweaIsidoro ed mweqEurosia, già nota al popolo come mwegChiesolettacite-ref-6[6] e dove, secondo una leggenda, sarebbe avvenuto un incontro tra mwfwFilippo Neri, ideatore del pellegrinaggio delle Sette Chiese, e mwgaCarlo Borromeo.
Fino al 1930 circa il nome del quartiere fu a lungo dibattuto: le possibili alternative prese in considerazione furono, oltre al nome attuale, Concordia, come richiamo ed auspicio di pace sociale, o mwhgRemuria: quest'ultimo nome basato sulla leggenda secondo la quale Romolo avrebbe fondato su questo colle la sua città e non, come afferma la più nota tradizione tratta dallmwhw'mwiamwiqAb Urbe condita libri CXLII di mwigTito Livio, sul mwiwPalatino.
Negli anni di poco successivi il nuovo quartiere fu anche destinato ad accogliere numerose famiglie sfollate a seguito dell'abbattimento della mwjqSpina di Borgo per la realizzazione di mwjgvia della Conciliazione e della demolizione delle abitazioni per la realizzazione di mwjwvia dei Fori Imperiali, dando così al quartiere la notorietà di ospitare persone e famiglie di antica romanità.
Dal punto di vista politico la Garbatella era, ed è tuttora, una zona storicamente "rossa" ed operaia: la mwkqResistenza partigiana trovò qui un appoggio incondizionato, al pari dei quartieri mwkgOstiense e mwkwPortuense e del rione mwlaTestaccio. Tuttavia anche da questo quartiere nelle mwlqelezioni politiche del 1994 provenne un largo consenso alla nuova formazione politica mwlgForza Italia (1994) che consentì al candidato mwlwLuigi Muratori di raccogliere il 55% dei suffragi nel collegio di Roma Ostiense; così come un forte consenso è stato tributato ai candidati del mwmaMovimento 5 Stelle nelle elezioni amministrative del giugno 2016.
Il toponimo "Garbatella"
L'origine del nome Garbatella è tuttora oggetto di discussione: secondo un'ipotesi molto diffusa, il quartiere prenderebbe il nome dall'appellativo dato alla proprietaria di un'osteria che sarebbe sorta sullo sperone roccioso sovrastante la basilica di San Paolo (sul lato sinistro dell'odierna via Ostiense, provenendo dalla mwmwPorta San Paolo) all'altezza del sepolcreto ostiense; la zona, infatti, è stata per secoli luogo di passaggio dei pellegrini che percorrevano la mwnqvia delle Sette Chiese, collegante la basilica paolina alla mwngbasilica di San Sebastiano fuori le mura (dal mwnwXVI secolo inclusa nel pellegrinaggio per mwoala visita alle sette chiese di Roma).
Tale ostessa, una donna di nome Carlotta (o Maria, secondo altri)cite-ref-7[7], sarebbe stata tanto benvoluta dai viaggiatori che chiedevano ostello presso la sua locanda, da meritare il nome di "Garbata Ostella", successivamente sincopato in "Garbatella"cite-ref-8[8]. Le ragioni del favore concessole si riferirebbero alla sua caritatevole attitudine verso i bisognosi, anche se un'interpretazione più maliziosa andava ben oltre questa bonaria ricostruzione.
Una seconda ipotesi sul nome "Garbatella" vuole, invece, che derivi dall'amenità del luogo. Un'ultima interpretazione, con qualche fondamento scientifico, fa riferimento al tipo di coltivazione della vite detto "a barbata" o "a garbata" (nella quale le viti vengono appoggiate ad alberi di mwswacero od mwtaolmo), in uso nei terreni detti "Tenuta dei 12 cancelli" (comprendenti l'attuale via delle Sette Chiese), posseduti nel mwtqXIX secolo da monsignor Alessandro Nicolai, ministro dell'agricoltura di mwtgpapa Gregorio XVI.
Una nuova ipotesi sulla nascita del toponimo Garbatella è stata pubblicata sul volume mwuaGarbatella 100, il racconto di un secolo, edito per i tipi di Iacobelli a novembre del 2019. Lo studio, curato da Giorgio Guidoni, rivela che il nome Garbatella, appellativo di Clementina Eusebi, l'ostessa che nel periodo 1835-1850 gestì la famosa osteria che darà il nome alla zona, deriva probabilmente dal cognome della madre di Clementina, Maddalena Garbata, vedova Eusebi. Per riconoscere la madre dalla figlia probabilmente venivano appellate Garbata (la madre) e Garbatella (la figlia). Tale osteria, inoltre, si collocava sulla via Ostiense, a metà strada tra la mwuqpiramide e la basilica di San Paolo, dove oggi ha inizio via degli Argonauti.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture civili
Nel quartiere, a ridosso della mwwqvia Cristoforo Colombo, sorge l'imponente palazzo della mwwgRegione Lazio, dove risiede la mwwwgiunta regionale.
Ai confini del quartiere, sul lato opposto della mwxqstazione di Roma Ostiense, in occasione dei mwxgMondiali di Calcio Italia '90, sorse lo scalo Air Terminal, con l'annesso centro commerciale, ed un'area attrezzata per autocaravan e camper. Nel 2012 all'interno dell'Air Terminal è stata aperta la sede di Roma di mwyaEataly, divenendo il più grande luogo al mondo dedicato alle eccellenze agroalimentari italianecite-ref-9[9] e una sede della società mwzqNTV a supporto delle partenze da Ostiense del treno Italo dismessa nel 2015.
Architetture religiose
Le principali chiese della Garbatella sono la già citata cosiddetta "mw2gChiesoletta" dei santi Isidoro (agricoltore) ed Eurosia (Vergine e Martire) in via delle Sette Chiese, unita attraverso l'oratoriocite-ref-10[10], alla mw3wchiesa di San Filippo Neri in Eurosia, edificata nel 1952 ed eletta mw4aparrocchia nel 1967 per volere di mw4qpapa Paolo VI e la mw4gchiesa di San Francesco Saverio alla Garbatella, in piazza Damiano Sauli, dove mw4wpapa Giovanni Paolo II iniziò le sue visite ufficiali il 3 dicembre 1978, come riconoscenza all'aiuto avuto dagli abitanti, perché nel 1946 era stato confessore in questa chiesa. In via Pomponia Grecina, nei pressi del Largo delle Sette Chiese, sorge un convento delle Suore mw5aClarisse Cappuccine (mw5qCorpus Christi).
Altro
Tra i monumenti più recenti, celebre è la "Fontana della Carlotta" di piazza mw7aRicoldo da Montecroce, con la relativa scalinata, detta "degli Innamorati"cite-ref-11[11], e il ponticello medioevale in piazza Eugenio Biffi. Ma è l'intero quartiere, con i suoi archi, le sue fontane, le sue palazzine ed i suoi balconi, ad essere considerato un grande ed unico monumento a sé stante.
L'8 settembre 2007, in occasione della notte bianca, sotto spinta del progetto "Quei ragazzini della Garbatella", a cura dell'associazione culturale "Il Tempo Ritrovato" di Fatagarbatella, il Municipio Roma VIII ha dedicato due targhe ricordo in marmo travertino: la prima Iole Zedde al lotto 28 in via Guglielmo Massaia 22, dove nacque e visse la sedicenne morta il 12 settembre del 1944 a causa di una sventagliata di mitra di un giovane soldato tedesco di guardia ai vagoni nella stazione ferroviaria dell'Ostiense; la seconda al cantante mw8wAlvaro Amici, interprete della canzone romana, nato e vissuto al lotto 31 vicino alla fontana della Carlotta, dove è stata posizionata la targa.
Architettura e urbanistica
La parte più antica dell'urbanizzazione, progettata e realizzata in modo strutturato con uno stile architettonico uniforme tra gli anni venti e trenta, è usualmente chiamata con l'appellativo di "quartiere", indipendentemente dal fatto che faccia parte del vero quartiere Ostiense.
La Garbatella è tradizionalmente suddivisa in lotti, occupati da costruzioni che circondano cortili e giardini, i quali, soprattutto in passato, erano punti di ritrovo per la popolazione, con lavatoi e stenditoi, botteghe e cantine, sedie e muretti. L'assetto architettonico della zona è un compromesso tra l'estetica e la pratica: le abitazioni sono collocate, almeno nel nucleo storico, in villini o palazzine di tre piani al massimo, con grande cura per i dettagli e per la diversificazione degli stili.
L'architettura della Garbatella fu inizialmente improntata al modello inglese delle mw-acittà giardino (mw-qGarden city movement) ben collegate e vicine alla città, abitate da operai e comprendenti significativi spazi verdi coltivabili, tali da fornire ai lavoratori residenti una preziosa, e ulteriore, fonte di sussistenza: l'orto (un ulteriore tentativo fu iniziato più tardi, nell'edificazione del quartiere denominato appunto mw-gCittà Giardino Aniene, nella zona nord di Roma).
Nei lotti più antichi ancora rimasti nei pressi di piazza mwaqaBenedetto Brin (alcuni dei lotti tra i più vetusti sono stati demoliti negli anni settanta, durante il "sacco di Roma" messo in atto dagli mwaqespeculatori edilizi) si nota come il rapporto tra le metrature dedicate al verde "privato" e quelle edificate fosse tra i più alti nell'Italia dell'epoca; tale peculiare struttura urbanistica doveva conferire alla nascente Garbatella l'aspetto di una contrada agreste, simile a quelle esistenti nei borghi del circondario, cosicché l'immigrazione delle maestranze provenienti da ogni parte dell'agro laziale a Roma sarebbe stata meno traumatica, permettendo loro di ricostruire nella città quella rete di solidarietà sociale che in provincia continuava ad essere un elemento precipuo, e che si andava perdendo in città, a seguito della sua lenta trasformazione in metropoli.
Lo stile architettonico dei primi lotti fu denominato mwaqcbarocchetto dai suoi creatori mwaqgGustavo Giovannoni e mwaqkInnocenzo Sabbatini, coadiuvati successivamente da mwaqoCostantino Costantini, mwaqsMassimo Piacentinicite-ref-12[12], mwaraMario De Renzi e Felice Nori.
Simili al mwaribarocco sono le mwarmmodanature di sapore medievale, le figure di animali riscontrabili nei fregi, l'utilizzo estensivo di decorazioni d'ispirazione floreale e botanica, restando però queste nell'ambito dell'edilizia popolare e, dunque, povera: al posto di marmi pregiati, stucchi e calce bianca.
Con l'avvento del mwarufascismo la pianificazione urbanistica del quartiere subì un drastico cambiamento: il rapporto verde-edificato calò sensibilmente, l'idea del porto fluviale venne definitivamente abbandonata e cominciarono ad essere costruite abitazioni più simili ai moderni condomini che alle precedenti villette. Restò comunque ferma l'intenzione di costruire, oltre agli spazi abitativi privati, se non giardini e orti comuni, comunque spazi pubblici, come stenditoi o asili nido. Si cominciò allora a costruire palazzi più grandi e alti per ospitare un sempre crescente numero di immigrati, come ad esempio il Lotto VIII in via Luigi Fincati. Il culmine di questo mutamento si nota nell'impianto progettuale dei tre lotti chiamati mwaryAlberghi (Rosso, Bianco e Giallo) nei pressi di piazza Eugenio Biffi, strutture nate pochi anni dopo le villette dell'inizio dell'edificazione dell'area (dal 1927), ma significativamente differenti dal punto di vista funzionale ed estetico.
Da segnalare i tredici villini del Lotto 24, denominati anche "casette modello", tra via delle Sette Chiese, via De Jacobis e via Borri. Il lotto fu edificato in occasione del XII Congresso Internazionale delle Abitazioni e Piani Regolatori del 1929 ed è considerato tra i più belli e interessanti. Agli ingressi sono state apposti dei marmi con iscritti i nomi degli architetti che idearono e costruirono le varie palazzine: vinse il concorso l'edificio ad angolo tra via Sette Chiese e via Borri, progettato dall'architetto mwarwMario De Renzi.
Si deve tener presente che, sebbene l'urbanistica d'epoca fascista abbia mutato in maniera radicale l'impostazione nata dall'idea delle città giardino, essa conservò per la Garbatella un carattere sperimentale di borgata a misura d'uomo, che si contrapponeva in maniera drammatica alla vicina baraccopoli di "mwar4Shangai" (l'odierna mwar8Tor Marancia).
Enti
Largo delle Sette Chiese ospita un dipartimento della "ASL Roma C" e una delegazione del Municipio VIII. L'ospedale del quartiere è il Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) "Andrea Alesini", che serve la vasta area di Roma appena a sud delle mura.
Le Sgarbatelle , Società di mutuo soccorso
Le "Sgarbatelle" è stata una società di mutuo soccorso nata nel dopoguerra, formata spontaneamente dalle donne del quartiere e operante nel territorio. Attraverso le quote versate da ciascuna affiliata aiutavano le famiglie bisognosecite-ref-13[13].
Cultura
Istruzione
Università
La Garbatella è coinvolta dalle attività dell'mwatiUniversità degli Studi Roma Tre che ha una delle sue sedi nelle vecchie vetrerie ai piedi del quartiere e ne ospita il teatro, il "mwatmPalladium", un tempo cinema rionale chiamato "Cinema Teatro Garbatella" ed oggi dinamico centro culturale.
Anche la privata mwatuUniversità degli Studi Internazionali di Roma "UNINT" ha sede nel quartiere, in via delle Sette Chiese.
Scuole
La Garbatella ospita inoltre il liceo classico-scientifico "Socrate", e fino al 2003 accoglieva il liceo scientifico "Francesco Borromini". Vi si trova anche la succursale dell'mwatgIstituto Professionale di Stato per la Cinematografia e la Televisione "Roberto Rossellini". Ha come scuola elementare la "Cesare Battisti"cite-ref-14[14] in piazza Damiano Sauli.
Cinema
• Il film mwauamwaueCaro diario di mwauiNanni Moretti omaggia la zona con la passeggiata in mwaumVespa del protagonista per le strade della Garbatella, "il quartiere che mi piace più di tutti". Anche alcune scene di mwauqmwauuBianca hanno come sfondo la monumentale scuola "Cesare Battisti" che si affaccia sulla piazza Damiano Sauli, la principale della Garbatella, che negli anni novanta è stata eletta per partecipare al progetto "100 Piazze", che ha portato alla sua ristrutturazione.
• La Garbatella resta tuttora un set molto utilizzato da registi cinematografici e televisivi: la serie TV mwaucmwaugCaro maestro fu ambientata nella "Casa dei Bimbi" alla Garbatella; la serie TV mwaukmwauoI Cesaroni (2006-2014) si serve di due scorci del quartiere: la "bottiglieria Cesaroni" sfrutta per gli esterni il "Roma club Garbatella" in piazza Giovanni Da Triora, mentre il liceo della fiction usa anch'esso la scuola elementare statale Cesare Battisti di piazza Damiano Sauli. Inoltre altre vie del quartiere sono state usate per numerose fiction poliziesche.
• mwauwPier Paolo Pasolini ambientò alla Garbatella molte scene del romanzo mwau0mwau4Una vita violenta (il personaggio protagonista del libro uccide in un lotto di Garbatella un suo rivale chiamato lo Shangaino, poiché proveniente dalla confinante borgata di "mwau8Shangai").
• Il mwavepalazzo della Regione Lazio è stato il set di alcuni film della serie di mwaviFantozzi, per cui è talvolta indicato come mwavmPalazzo di Fantozzi.
• Molte scene del film mwavumwavyLe ragazze di piazza di Spagna sono ambientate alla Garbatella, dove abita una delle protagoniste.
Eventi
Nel mese di febbraio, il quartiere storico festeggia il compleanno con l'evento Buon Compleanno Garbatella. La data di fondazione è conosciuta grazie alla targa posta dal re Vittorio Emanuele III il mercoledì delle ceneri del 1920 (18 febbraio).
Mobilità urbana
È raggiungibile dalla stazione
Garbatella
.
Note
cite-note-11. ↑ Felice Maria Nerini, mwawmDe templo et coenobio sanctorum Bonifacii et Alexii historica monumenta, Roma 1752. in part. p.402 e 466.
cite-note-22. ↑ Antonio Nibby, mwawcAnalisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma, vol. 2, p. 545.
cite-note-33. ↑ Enrico Recchi, mwawsMonsignor Nicolò Maria Nicolai: un precursore della Garbatella, in Cara Garbatella Anno 9 - Aprile 2013.
cite-note-44. ↑ Flavio Conia, mwaw8Gli archivi raccontano la genesi di un quartiere: Garbatella, la Tenuta di Monte Bagnaia e le proprietà Armellini; Il mondo degli archivi, 2015.
cite-note-55. ↑ mwaxmmwaxqCosmo Barbato,mwaxu Quel 18 febbraio 1920 nasceva il quartiere giardino.
cite-note-66. ↑ Circa ad un chilometro e mezzo di distanza da S. Paolo agli inizi del mwaxkXIX secolo venne eretta una piccola chiesa donde il locale appellativo di mwaxoChiesoletta dedicata ai Santi Isidoro ed Eurosia dal fondatore mwaxsNicola Maria Nicolai, della cui costruzione ne fu interessato mwaxwGiuseppe Valadier che ne rappresentava uno schizzo nei suoi appunti conservati nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Sala Romana Manoscritti e rari, Misc, Roma, Ms. VE 408), recante all'esterno questa epigrafe: "Divis Isidoro et Erosiae dicatum ruralis vicinae et Sanctas Basilicas obeuntium commoditate Nicolaus Maria De Nicolais fecit Anno MDCCCXVIII". (trad. mwax0Dedicato ai santi Isidoro ed Eurosia, per la comodità dei viandanti ai luoghi vicini e alle sante basiliche. Nicola Maria Nicolai fece Anno 1818)
cite-note-77. ↑ mwayeLa storia di Ostiense. Dalla preistoria ai giorni nostri, a cura di Marco Eusepi, Typimedia editore 2021, pp.109-110
cite-note-88. ↑ Il bassorilievo in piazza Geremia Bonomelli raffigurerebbe proprio l'ostessa Garbatella.
cite-note-99. ↑ mwaygEataly Roma Ostiense compie 5 anni, torta e brindisi per festeggiare, Il Sole24ore, 21 giugno 2017
cite-note-1010. ↑ Nell'oratorio filippino della Garbatella mwaywAlberto Sordi girò alcune sequenze del film mway0Mamma mia, che impressione!. Inoltre nel campo di calcio dell'oratorio iniziarono a giocare i calciatori mway4Agostino Di Bartolomei e, successivamente, mway8Aleandro Rosi.
cite-note-1111. ↑ mwazmmwazqFrancesco Nardi,mwazu Fontana della Carlotta e Scala degli Innamorati.
cite-note-1212. ↑ (1898-1974) Procugino del più noto mwazkMarcello, fu un ingegnere particolarmente influenzato dalla mwazoBauhaus. Come urbanista ricevette riconoscimenti in Italia e all'estero (in particolare in Francia). Fece tutta la sua carriera all'interno dell'mwazsIstituto Autonomo Case Popolari, diventandone nel secondo dopoguerra direttore generale. Sul suo ruolo nella progettazione della nuova Garbatella si veda Grundmann, Stefan, mwazwThe Architecture of Rome, Londra, Axel Menges, 1998.
cite-note-1414. ↑ mwaaumwaayIC Piazza D. Sauli,mwaac Scuola primaria "C. Battisti".
Bibliografia
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• mwabeAdelio Canali, La Terrazza sulla Garbatella, Roma, EdUP, 2008, ISBN 88-8421-195-6.
• mwabmEnzo Gori e Gianni Rivolta, Garbatella mia, Roma, La Campanella, 2003, ISBN 978-88-88519-09-8.
• mwabuGianni Rivolta, I ribelli di Testaccio, Ostiense e Garbatella, Roma, Cara Garbatella, 2006.
• mwabgGianni Rivolta, Dalla Villetta ai Gazometri. Partiti politici e lotte popolari nel dopoguerra tra Garbatella e Ostiense, Roma, Iacobelli, 2012, ISBN 978-88-6252-178-9.
• mwaboGianni Rivolta (a cura di), Garbatella 100. Il racconto di un secolo, Roma, Iacobelli, 2019, ISBN 978-88-6252-478-0.
• mwabwMonica Sinatra, La Garbatella a Roma: 1920-1940, Roma, FrancoAngeli, 2006, ISBN 978-88-464-7364-6.
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